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La tricotea *
Alonso, XVI secolo

Pavane «Belle, qui tiens ma vie» **

Branle de la «Haye» **

Tourdion: Quand je bois
Anonimo, pubbl. da Pierre Attaignant, 1530

Pase el agua *
Anonimo, XVI secolo

Tres moricas m’enamoran en Jaen *
Diego Fernandez, XVI secolo

So ell enzina, enzina *
Anonimo, XVI secolo

Un cavalier di Spagna
varie attribuzioni, XVI secolo

Basse dance «Jouissance vous donneray» **

Toutes les nuitz tu m’es presente
Clément Janequin, 1485-1558

La vida de Culin – Ballo
Musica: Ms Montecassino 871
Testo: Ms Paris f.it. 1035

Branle couppé de la guerre **

Une jeune fillette
pubbl. da Jehan Chardavoine, 1538-1580

L’amor donna ch’io te porto *
Giacomo Fogliano, 1468-1548

Dindirindin *
(Anonimo, XVI secolo)

Branle de chevaulx **

Branle d’Escosse **

Vecchie letrose
(Adrian Willaert, 1490-1562)

* Cancionero de Palacio (Madrid, Biblioteca Real), XV-XVI secolo

** Orchésographie, 1589

La tricotea

Musica da suonare cantare e ballare nelle corti del XVI secolo

Nell’Europa del XV-XVI secolo, tra il dominio dalla scuola fiamminga, che ha prodotto capolavori nell’arte del contrappunto, e la nascita del madrigale, espressione della cultura umanista, si colloca un’abbondante produzione musicale di contenuto profano, che trae i suoi spunti da elementi talvolta popolari ma comunque «alti». La concezione polifonica diviene via via più orientata alla verticalità, la dizione è rispettata sia nelle parti omoritmiche che in quelle in stile imitativo, e numerose sono le citazioni a forme di danza, con conseguenti frasi piuttosto corte e ben articolate nella misura, e organizzate in strofe. Queste caratteristiche accomunano compositori di lingua italiana, francese e spagnola, le cui opere ci sono pervenute in alcune raccolte tra cui spiccano le Frottole Petrucciane o il Cancionero de Palacio spagnolo. 

Il programma comprende brani di danza, talvolta cantati, quali la celebre Pavane «Belle qui tiens ma vie», unico esempio realizzato a quattro voci nella raccolta dell’Orchésographie (1588), il trattato che illustra le principali forme di danza dell’epoca, da cui sono tratti i Branles e la Bassa Danza «Jouissance vous donneray». La Chanson francese è presente ancora con forme da ballo, come la nota chanson à boire «Quand je bois», ma anche con composizioni dal carattere più lirico, quali «Toutes les nuits» di Janequin o la suggestiva «Une jeune fillette». La prevalenza della parte superiore sulle altre voci caratterizza il corpus delle Frottole italiane, di cui è un esempio «L’amor donna ch’io te porto», una delle poche composizioni italiane presenti anche nella raccolta spagnola del «Cancionero di Palacio», da cui sono tratti alcuni villancicos di grande freschezza ritmica, e dove talvolta il testo presenta contaminazioni linguistiche tra francese, spagnolo e catalano, come in «Dindirindin» o nell’intraducibile «Tricotea», che parla di donne e di vino con quelle vivaci espressioni che uomini di diverse culture potrebbero ancor oggi condividere nella taverna di un porto di mare.

Arkansé consort

Arkansé – gruppo vocale

* gruppo danze

Ripresa delle danze dall’Orchesographie a cura di Giorgio Bruzzone.

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