

















La Voce e il Tempo
2016 – 2026
La Voce e il Tempo: un progetto che ha messo al centro il confronto: tra passato e presente, tra musica colta e popolare, tra culture, linguaggi e arti, tra interpreti maturi e giovani debuttanti, tra professionisti e amatori, per dimostrare le molteplici possibilità di incontro anche quando i poli sembrano lontani.
Dopo 160 concerti in dieci anni perseveriamo nella nostra missione culturale perché il nostro pubblico ci chiede di preservare spazi di ascolto intimo e comunitario, spazi di riflessione, piacere, sacralità, divertimento condivisi, opportunità di dialogo con testimoni di culture diverse. Queste parole testimoniano il valore di iniziative come la nostra, che in modo sottile e profondo contribuiscono all’evoluzione personale, e quindi sociale, di una comunità.
Venendo al programma, quest’anno dialoghiamo soprattutto con la poesia, presente in molti degli eventi: dalle rime in volgare del Cantico delle Creature alla poesia cavalleresca di Amore in Armi, dai versi ancora inediti di Roberto Piumini in Controcanti alle composizioni di Curtoni su testi di Mariangela Gualtieri eseguite dal geniale percussionista e cantante Simone Rubino ne L’oblio, dalla poesia occitana del Duo Lavoà Lapò ai contributi che giungono dalla cultura latino-americana con Postales Argentinas di Voz Latina.
Onoriamo l’anno francescano con una serata speciale che vede la presenza dello storico Antonio Musarra affiancato da Anonima Frottolisti di Assisi, nell’ambito de La Storia in Piazza, in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, come anche per l’evento intorno alla mostra Van Dyck l’europeo, in cui Ring Around Quartet propone un programma dedicato alle tre diverse culture con cui il genio fiammingo è entrato in contatto.
Rinnoviamo la collaborazione con Fondazione Pietà dei Turchini accogliendo la nuova produzione Giulia Principessa di Napoli ad opera di Talenti Vulcanici e con MusicaMente con i capolavori di Handel e Vivaldi in Amore e Tempesta.
Tra tutti i concerti già ospitati nelle scorse edizioni, la direzione artistica ha particolarmente apprezzato e quindi voluto riproporre Aswalaq Zoos Humanos, già rappresentato a Genova in prima assoluta nel marzo 2022, con l’auspicio che un pubblico più numeroso possa fruire di una composizione contemporanea davvero efficace e coinvolgente, nella esemplare interpretazione dell’ensemble femminile Virgo Vox.
Last but not least: la stagione inaugura con un bell’incontro tra due formazioni a cappella – nel segno della centralità della Voce, vera protagonista di ogni evento. Il Ring Around Quartet di Genova dà il benvenuto al Choeur de Chambre de Toulouse: insieme e in dialogo in Promenades musicales che onorano il canto polifonico dal cinquecento ad oggi.
Vera Marenco – Direttrice artistica
L’edizione 2026
Giovedì 5 Marzo
ore 20:45
Sala dell’Alliance Française
PROMENADES MUSICALES – POLIFONIE IN DIALOGO
Choeur de chambre de Toulouse & Ring Around Quartet

Giovedì 5 Marzo, ore 20:45
Sala dell’Alliance Française – via Garibaldi 20, Genova
PROMENADES MUSICALES – Polifonie in dialogo
Choeur de chambre de Toulouse & Ring Around Quartet
In collaborazione con Alliance Française Genova, Università di Genova – DLCM
Choeur de chambre de Toulouse
Coline Bouton, Marie-Laure Levallois soprani
Audrey Bory-Vanlauwe, Zaira Lizeth Perez Barajas mezzosoprani
Lise Arbiol, Marlèbe Gaston-Epiter alti
Matthew Perkins, Didier Chassaing, Jérôme Fontaine tenori
Christophe Rabataud, Tao Lelievre, Stéphane Delincak bassi
Ring Around Quartet
Vera Marenco soprano
Manuela Litro alto
Umberto Bartolini tenore
Alberto Longhi baritono
La X stagione de La Voce e il Tempo inizia con un simbolico incontro tra due formazioni vocali: i musicisti del Ring Around Quartet, fondatori dell’Associazione Musicaround – ensemble genovese attivo dal 1992, con la sua lunga storia ed esperienza artistica – accolgono in una passeggiata musicale attraverso polifonie di ieri e di oggi il Choeur de Chambre de Toulouse: una formazione fresca, di livello, con una personalità “d’insieme” che deriva dall’eterogeneità dei suoi componenti e dalla metolodogia di lavoro. Il programma rende onore ad autori e forme amate da chi si confronta con il canto a cappella: dai maestri rinascimentali (Palestrina, Lasso, Josquin, Willaert) agli autori del novecento (Poulenc, Piazzolla, Barber, Gjeilo) per concludere con frizzanti arrangiamenti realizzati dagli stessi esecutori.
Il concerto si realizza nell’ambito di un progetto Erasmus+ e ha il patrocinio di Unige, Dipartimento di Lingue e Culture Moderne e di Alliance française – Genova. Si ringraziano Audrey Bory-Vanlauwe, Anna Giaufret, Carole Fregonara.
Programma
Samuel Barber (1910 – 1981)
Agnus dei, op. 11
Ola Gjeilo (1978 – )
Northern Lights
Francis Poulenc (1899 – 1963)
Salve Regina
John Bennet (1575-1614)
Weep o mine eyes
Adrian Willaert (1490-1562)
Madonn’io non lo so, O dolce vita mia
Josquin Desprez (1450-1521)
Mille regretz, El grillo è buon cantore
Astor Piazzolla (1921-1992)
Libertango, arr. David Amar
Henry Purcell (1659 – 1695)
See, see, we assemble
Pierre Passereau (1509-1547)
Il est bel et bon
Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 – 1594)
O bone jesu
Arr. David Amar
Ding Ding Ding
Arr. Ioan Dobrinescu
Music for a while
Arr. Choeur de chambre de Toulouse
Mon oncle
Il Choeur de chambre de Toulouse è un ensemble di cantanti di diversa estrazione, età, formazione e stile: professionisti affermati ma anche giovani emergenti, artisti di musica classica, jazz o barocca che si dedicano al repertorio vocale a cappella, con un lavoro vocale stilistico e tecnico sottilmente situato tra l’espressione individuale e il lavoro di gruppo.
Questo “incontro artistico” crea l’identità del gruppo e caratterizza ogni brano musicale esplorato insieme. Il gruppo è stato scelto dalla regista Milo Gony per registrare la colonna sonora originale del suo prossimo film nel 2026. Attraverso un poliedrico viaggio musicale, il coro esplora repertori sacri e profani che spaziano dal XVI al XXI secolo, tra cui reinterpretazioni di musica tradizionale o di repertorio, arrangiamenti vocali jazz personalizzati e colonne sonore. Un concerto in scena che riserva qualche sorpresa al pubblico.
Fondato nel 1992, il Ring Around Quartet si distingue fin dagli esordi per fusione timbrica, intonazione impeccabile e un’interpretazione che unisce rigore filologico ed espressività, qualità perfezionate con Rachid Safir e con The Hilliard Ensemble.
Il repertorio prediletto è la polifonia antica profana – chansons, frottole, villanelle e madrigali – con particolare attenzione agli autori italiani e franco-fiamminghi. Al Festival dei Due Mondi del 2003, con Gioco di voci, il Ring Around Quartet è stato definito «la rivelazione del Festival». Accanto alla musica medievale e rinascimentale, l’ensemble coltiva un dialogo costante con il contemporaneo, realizzando prime esecuzioni di compositori di molti autori tra cui Ennio Morricone, Matteo D’Amico e Claudio Ambrosini. Nel 2003 ha ricevuto al Concorso Internazionale Seghizzi il premio come miglior gruppo solistico e miglior complesso italiano. Nella formazione Ring Around Quartet & Consort, accompagnato da strumenti d’epoca, ha debuttato ai Concerti del Quirinale con Tutte Frottole!, inciso per Naxos (2015). Le più recenti collaborazioni riguardano il teatro di parola, con David Riondino e reading filosofici con Aldo Cazzullo. Attualmente sta lavorando ad un programma sulla canzone d’autore che rilegge con raffinata scrittura polifonica.
Biglietti
Intero € 15
Ridotto € 12 (under 20, over 65, soci Musicaround)
Studenti € 5
I biglietti sono acquistabili in prevendita su Vivaticket o direttamente in loco mezz’ora prima del concerto. È gradita la prenotazione (WhatsApp +39 351 3933733)
Venerdì 20 Marzo
ore 20:45
Palazzo Tursi, Sala di Rappresentanza
ASWALAQ ZOOS HUMANOS – TEATRO DI VOCI
Virgo Vox, dir. Jacopo Facchini

Venerdì 20 marzo, ore 20.45
Palazzo Tursi, Sala di Rappresentanza – via Garibaldi 9, Genova
ASWALAQ ZOOS HUMANOS – Teatro di voci
di Manuel Contrera Vasquez
Virgo Vox ensemble femminile
Jacopo Facchini direzione
Durante il diciannovesimo secolo, l’esplorazione della Patagonia ha rivelato al mondo antiche culture che l’evoluzionismo Darwiniano considerava inferiori.
Alla progressiva estinzione che questi popoli subirono per mano degli immigrati bianchi, si aggiunsero la cattura e l’inganno che portarono molti indigeni a far parte delle cosiddette “mostre umane”. In città come Zurigo, Berlino, Bruxelles, Amburgo, Londra o Parigi, queste persone venivano usate per arricchire uomini d’affari senza scrupoli, divertendo un pubblico entusiasta.
Tra il 1879 e il 1889, trentanove persone tra uomini, donne e bambini dei popoli Kawésqar, Selk’nam, Tehuelche e Mapuche furono portati in Europa per essere esibiti dietro le sbarre o in ricostruzioni rozze della loro vita quotidiana. Tra questi, cinque Fuegini compirono l’arduo viaggio attraverso l’Atlantico fino alle capitali della civiltà occidentale. Nessuno di loro ha lasciato la Patagonia malato, ma il viaggio li debilitò al punto da provocarne la morte per dissenteria, sifilide o broncopolmonite.
Nel 2010 un gruppo di ricercatori e discendenti di Kawésqar è riuscito a recuperare le ossa di questi sfortunati viaggiatori in un’università svizzera, riportandoli nella loro terra natale dopo innumerevoli ostacoli burocratici.
Aswalaq, che in lingua kawésqar significa “il giorno che non è oggi”, regna contemporaneamente sui concetti di “ieri” e “domani”. Quest’opera evoca i sentimenti delle vittime originarie degli Zoo Umani, intrecciandoli con i sentimenti di chi viene salvato dopo 130 anni, per celebrare l’ultimo funerale della Tierra del Fuego.
Programma
Zoltan Kodaly (1882-1967)
Mountain Nights
Paolo Martello (1992)
Mottetto Primo
Manuel Contrera Vasquez (1977)
Aswalaq Zoos Humanos (2018)
L’Ensemble femminile Virgo Vox, nato nel 2009, esplora il panorama della musica corale moderna e contemporanea, aprendosi alla collaborazione e allo scambio musicale con musicisti di diverse estrazioni. Ha partecipato a numerosi festival corali, al ciclo Novecento a Milano per l’Associazione Noema, al Festival Dante a Ravenna, alla rassegna Abbazie Arte e Musica dell’associazione Canone Inverso, al Festival Liederìadi e alla rassegna Musica al Tempio. Ha collaborato con l’Orchestra Fiati della Valtellina nel 2016 per la prima esecuzione europea dell’opera “Cosmosis” dell’americana Susan Botti presso i teatri sociali di Sondrio e Lecco, e con l’Ensemble Magnificat di Caravaggio alla realizzazione del “Magnificat” e dell’Oratorio di Natale di J. S. Bach. Nel 2018 con Associazione Liederìadi partecipa alla realizzazione della prima assoluta di “Still Requires” di Mauro Montalbetti eseguito al Teatro dell’Arte di Milano, al Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone e al Teatro Grande di Brescia. E’ premiato ai concorsi “F. Gaffurio” di Quartiano (LO), “Seghizzi” di Gorizia, “Città di Lainate”.
Nel 2016 l’ensemble si è costituito in Associazione per promuovere iniziative culturali e musicali rivolte principalmente al mondo della coralità e della vocalità femminile. Nel 2020 l’ensemble ha collaborato col Ministerio de las Culturas Cileno per l’esecuzione dell’opera di teatro vocale Aswalaq-Zoos Humanos di Manuel Contreras Vasquez, eseguito nel 2022 in prima assoluta europea nella stagione La Voce e il Tempo a Genova e poi a Milano, sotto la direzione del maestro Jacopo Facchini. Ha collaborato nel 2023 con l’Orchestra Sinfonica di Milano per l’esecuzione dell’opera “Fedra e Arianna” della compositrice Silvia Colasanti. Il gruppo persegue l’approfondimento dei repertori attraverso le diverse competenze e sensibilità delle sue componenti; non ha dunque direttore stabile, ma studia regolarmente con direttori ed esperti del settore della musica contemporanea.
Jacopo Facchini Dopo il diploma in Pianoforte e la laurea in Direzione e Composizione per coro, si diploma in Canto presso il Conservatorio di Firenze perfezionandosi negli anni in Canto barocco con S. Mingardo, G. Banditelli, M. Bacelli, R. Basso, M. Chance e G. Lesne, e nel repertorio novecentesco e contemporaneo con A. Caiello. Collabora regolarmente con gruppii specializzati nel repertorio antico come Il Canto di Orfeo, Theatro dei Cervelli, Concerto Romano, La Venexiana, Cantar Lontano, l’Ensemble Pian & Forte, laBarocca di Milano, Cappella Musicale Arcivescovile di S. Petronio, Gambe di Legno, Forma Antiqua, L’Armonia degli Affetti, Anonima Frottolisti. Ha preso parte a importanti festival internazionali come Milano Arte Musica, Festival Milano Musica, MITO Settembre Musica, Ravenna Festival, Festival dei Due mondi di Spoleto, Sferisterio Opera Festival, Festival de La Chaise-Dieu, Festival de Royaumont, Festival Bach de Lausanne, Utrecht Early Music Festival. Nel 2017 e 2018 ha diretto il Coro dell’Opéra National de Montpellier Occitanie per le produzioni de La notte di un nevrastenico (dir. Francesco Lanzillotta), I Puritani (dir. Jader Bignamini), Siberia (dir. Domingo Hindoyan) e La Chauve-Souris (dir. Jérome Pillement) e il Coro dell’Opéra national de Lorraine per le produzioni di Hansel et Gretel (dir. Thomas Roessner), Káťa Kabanová (dir. Mark Shanahan) e Un ballo in maschera (dir. Rani Calderon). È stato assistente di Gianluca Capuano nelle produzioni di Orfeo ed Euridice di Gluck con la regia di R. Carsen presso il Teatro dell’Opera di Roma, al Teatro Bolshoi per Ariodante di Händel (regia David Alden). Nel 2022 è stato Maestro del coro de Il canto di Orfeo nella Clemenza di Tito insieme a Les Musiciens du Prince – Monaco diretti da Gianluca Capuano con Cecilia Bartoli, in tournée europea.
Biglietti
Biglietti gratuiti fino ad esaurimento posti.
Prenotazione consigliata al 351 3933733 (anche WhatsApp) o via mail a lavoceiltempo@gmail.com
Giovedì 26 Marzo
ore 20:45
Monastero di Santa Chiara
GLORIOSUS FRANCISCUS – IL CANTICO DELLE CREATURE
Anonima Frottolisti, Antonio Musarra

Giovedì 26 marzo, ore 20.45
Monastero di S. Chiara – via Lagustena 58g cancello, Genova
GLORIOSUS FRANCISCUS – Il Cantico delle Creature
Antonio Musarra & Anonima Frottolisti
Antonio Musarra storico
Anonima frottolisti
Katerina Ghannudi arpa e voce
Luca Piccioni liuto medievale e voce
Simone Marcelli organetto portativo e voce
Nicola Di Filippo voce
Nella rassegna La storia in Piazza, in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
Antonio Musarra, storico medievalista e autore de “Il mondo secondo Francesco” d’Assisi” (Il Mulino, 2026), ospite de La Storia in Piazza, ci invita ad una rilettura del capolavoro di Francesco, il Cantico delle Creature. Composto negli ultimi anni della sua vita, segnati dalla malattia e dalla progressiva perdita della vista, il Cantico di frate Sole non è il canto sereno di un’anima pacificata, ma un gesto radicale di resistenza spirituale. La conferenza propone di leggere il testo non come semplice poesia della natura, bensì come atto teologico e politico insieme: una riscrittura del rapporto tra l’uomo, il creato e Dio, fondata non sul dominio ma sulla fraternità. Attraverso un percorso che intreccia analisi linguistica, contesto storico e tradizione delle fonti francescane, si mostrerà come il Cantico costruisca una vera e propria grammatica alternativa dell’esistenza, capace ancora oggi di interrogare le nostre categorie di potere, di progresso e di relazione con il mondo. Un testo antico, dunque, che continua a parlare al presente con sorprendente urgenza.
La musica e il Francescanesimo, fin dalle origini, vivono un legame profondo: l’ars musica, teorica e pratica, diventa strumento essenziale per diffondere gli ideali di San Francesco d’Assisi e del suo Ordine. Tra Medioevo e Rinascimento la presenza francescana negli ambienti musicali europei è significativa, a partire da Giuliano da Spira, “Magister Cantus” alla corte dei re franchi. Dal canto gregoriano alla musica mensurale, dalle prime polifonie del Cantorino di Reims alle laudi monodiche in volgare di Cortona, fino all’ars nova, all’ars subtilior e alle architetture polifoniche cinquecentesche, si sviluppa un percorso ricco e articolato.
Le laudi medievali testimoniano il “matrimonio” tra musica e Ordine, riflettendo la crescita di una religiosità popolare in un contesto di fermento politico e culturale. Confraternite e realtà urbane favoriscono nuove produzioni in volgare, in sintonia con l’ideale francescano. Nel manoscritto di Cortona compaiono tra i primi esempi monodici dedicati al Santo, come Sia laudato San Francesco e Laudar vollio per amore, giunti fino a oggi nelle pratiche devozionali, ad esempio nelle processioni del Venerdì Santo in Centro Italia.
Se il volgare esprime la portata innovativa dell’Ordine, il latino ne custodisce la dimensione colta e cosmopolita, evidente nel Cantorino di Reims. Attraverso Gloriosus Franciscus, Anonima Frottolisti propone un itinerario nei primi tre secoli francescani, tra cultura elevata e devozione popolare, omag-giando la terra natale del Santo, celebrata nel Paradiso di Dante Alighieri
Programma
Domino (Contrafacta Franciscus)
Firenze, Magnus Liber Organi, Ms. Pluteus 29.1, folium 89
Verbum bonum
Assisi, Biblioteca del Sacro Convento, Ms. 695, f. 238v-239r
Laudar vollio per amore
Cortona, Biblioteca del Comune e dell’Accademia Etrusca, Ms. 91
Beata Viscera
Magister Perotinus, Wolfenbüttel 1099 (W2) MS.
Beata es Maria
Laudario di Bobbio, Torino, Biblioteca Nazionale Universitaria, MS F.I.4
O san Francesco dolce padre mio (strum.)
Firenze, Ms. Panciatichi 27, f. 20v
lauda di Feo Belcari, Cantasi come: Chi serve a Dio con purità di core
Chi vol lo mondo despreçare
Cortona, Biblioteca del Comune e dell’Accademia Etrusca, Ms. 91
O Francisce pater pie
Venezia, Ms. IX, 145, f. 36v-37r
Sia laudato San Francesco
Cortona, Biblioteca del Comune e dell’Accademia Etrusca, Ms. 91
Antonio Musarra è professore associato di Storia medievale presso la Sapienza Università di Roma e Fellow di Harvard. Si occupa di storia marittima e navale, di storia delle crociate e dell’Oriente latino e di storia francescana. Tra i suoi libri più recenti: 492. Diario del primo viaggio, Roma-Bari, Laterza, 2022; L’assedio di Gerusalemme. 1099. I crociati conquistano la Città Santa, Roma, Carocci, 2025; Il mondo secondo Francesco, Bologna, Il Mulino, 2026.
Anonima Frottolisti nasce nel 2008 ad Assisi e si occupa del repertorio medievale e rinascimentale, con particolare attenzione alle produzioni musicali dell’Umanesimo italiano ed europeo. L’ensemble si è esibito in Italia e all’estero in alcuni dei più importanti festival di musica antica europei: Svezia, Lituania, Bosnia, Inghilterra, Svizzera, Slovenia, Croazia, Spagna, Germania. Per la casa discografica Tactus, ha pubblicato: “MUSICA DISONESTA”- “GLORIOSUS FRANCISCUS”- “DI CORTE IN CORTE”- “ALMA SVEGLIATE ORMAI”- “LA MUSICA NELLE LETTERE D’ISABELLA D’ESTE”. Per la Brillant, in collaborazione con Armoniosoincanto, Dir. Franco Radicchia, ha inciso l’integrale del Laudario di Cortona. Per la produzione Ritmi, ha registrato la “Passio Sancti Ruphyni”, Passio medievale dedicata al Patrono della città di Assisi.
L’ensemble cura la direzione artistica del Festival Musica dalla Torre – Marciano della Chiana (Ar) e collabora con l’Accademia d’Arti Antiche Resonars nei progetti didattici inerenti la musica medievale e rinascimentale. Nel 2020, l’ensemble è stato nominato nella International classical music awards. L’ensemble ha collaborato a produzioni cinematografiche, serie televisive, trasmissioni radiofoniche e televisive internazionali, tra cui “L’ombra di Caravaggio”, “I Borgia”, RaiRadio3, RSI2, Radio HRT, Rai1, i documentari sul Francescanesimo – Lauro Production. Nel 2021 ha firmato la colonna sonora del film “Chiara” della regista Susanna Nicchiarelli, in concorso alla Biennale di Venezia 79. Della stessa regista, nel 2025 Anonima ha partecipato alla musica della serie Rai “Fuochi d’Artificio”
Biglietti
Intero € 15
Ridotto € 12 (under 20, over 65, soci Musicaround)
Studenti € 5
I biglietti sono acquistabili in prevendita su Vivaticket o direttamente in loco mezz’ora prima del concerto. È gradita la prenotazione (WhatsApp +39 351 3933733)
Venerdì 17 Aprile
ore 20:45
Monastero di Santa Chiara
LAVOÀ LAPÒ – VOCE E PERCUSSIONI
Manu Théron e Damien Toumi

Venerdì 17 aprile, ore 20.45
Monastero di S. Chiara – via Lagustena 58g cancello, Genova
LAVOÀ LAPÒ – La voce dell’anima e i tamburi della gioia
Tra tradizione e creazione contemporanea
Mànu Théron e Damien Toumi voci e tamburi a cornice
La voce dell’anima e i tamburi della gioia – tra tradizione e creazione contemporanea
Con Lavoà Lapò (“la voce, la pelle”), Damien Toumi e Mànu Théron si lanciano con energia e passione condivisa nel mondo della vocalità occitana, per celebrarne il rinnovamento. Riprendono standard noti in tutti i Paesi d’Oc e creano invenzioni drammatiche, potenti o frizzanti, mescolando giochi vocali e ritmici, polifonie entusiaste e trance febbrili. I percorsi personali e la sensibilità comune ha reso i due cantanti-percussionisti complici e complementari.
Damien Toumi e Mànu Théron ricompongono l’immaginario frammentato tipico delle culture periferizzate e lo immergono gioiosamente in una modernità priva di formalismi.
I brani provengono dal corpus dei «Canti popolari della Provenza», ma anche da raccolte sul campo, da scritti e da invenzioni dei musicisti del duo. Celebrano la rinascita, il risveglio alla bellezza vivificante del mondo, e attingono alternativamente alla trivialità o alla spiritualità di storie senza tempo per parlare di quello stato privilegiato dell’anima che è la celebrazione dell’alterità.
Partendo da un repertorio senza tempo, che porta l’Occitania in ogni angolo della loro fantasia, costruiscono l’idea che due voci e due percussioni possano dire, suscitare e rivelare. I loro unisoni carnali e precisi esplorano le melodie tradizionali per estrarne l’essenza e restituirla in tutta la saporita stranezza; la poliritmia, pazientemente elaborata, gioca con le strutture e le scansioni imposte ai corpus tradizionali, alterando e saturando motivi inattesi; la polifonia attinge alle passioni mediterranee e infonde armonie colme di un potente calore; infine, la complementarità dei due timbri è esaltata dal ribollire inebriante di un canto-controcanto padroneggiato fino alla prodezza.
È in questo concentrato di invenzioni gioiose e di spiritualità mai elusa che i due cantanti distillano questa preziosa materia: un artigianato lirico-festivo che sfugge alle norme del consumo di massa e restituisce a chi lo assapora quel carattere “estirador” che non solo è duro a morire, ma permette anche di prolungare tutti i piaceri.
Manu Théron è cantante, percussionista, compositore e direttore di coro francese, figura chiave nel rinnovamento della musica vocale popolare, specialmente occitana. Fondatore dei gruppi Gacha Empega e Còr de la Plana, da oltre 25 anni porta in tutto il mondo le sue polifonie occitane e realizza numerosi altri progetti artistici con la Compagnie du Lamparo. Il suo stile musicale è radicato nella tradizione popolare mediterranea, ma influenzato anche dalla moderna canzone d’autore, combinando con originalità lingua e ritmo. Théron si dedica con passione sia all’esibizione artistica che all’insegnamento, contribuendo alla rivitalizzazione della cultura occitana.
Damien Toumi è cantante, musicista, attore e narratore francese che, grazie ai suoi viaggi tra il Monte Libano e le pianure andaluse, ha scoperto e fatto propria la lingua e cultura occitana. Ispirato da figure come Massilia Sound System, Gacha Empega e Lo Còr de la Plana, Damien partecipa a vari progetti musicali come Bande à Koustik, Tant que li Siam, Polifonic System, Lo Còr de la Plana, e recentemente Piadas, Tramuntana. Attraverso spettacoli, workshop e seminari dedicati alle polifonie occitane e mediterranee, promuove con passione l’interesse verso la cultura occitana e le tradizioni musicali popolari del Mediterraneo.
Manu Théron e Damien Toumi propongono regolarmente stages su repertorio, uso della voce e della percussione, poliritmia, canto corale, chant à danser. A Genova terranno uno stage nei giorni 18 e 19 aprile.
Biglietti
Intero € 15
Ridotto € 12 (under 20, over 65, soci Musicaround)
Studenti € 5
I biglietti sono acquistabili in prevendita su Vivaticket o direttamente in loco mezz’ora prima del concerto. È gradita la prenotazione (WhatsApp +39 351 3933733)
Venerdì 9 Maggio
ore 20:45
Monastero di Santa Chiara
GIULIA, PRINCIPESSA DI NAPOLI
Nuova produzione 2026 – Fondazione Pietà dei Turchini

Venerdì 9 Maggio, ore 20:45
Monastero di S. Chiara – via Lagustena 58g cancello, Genova
GIULIA, PRINCIPESSA DI NAPOLI
Ritratto di una “stratega” del XVII secolo
Laura Zecchini soprano
Talenti Vulcanici
Hermine Horiot violoncello
Giovanni Bellini liuto
Federico Bagnasco contrabbasso
Stefano Demicheli clavicembalo e direzione
Angela Di Maso drammaturgia
Giuliana Carbone voce narrante
Paologiovanni Maione consulenza musicologica
trascrizioni a cura di Pier Carmine Garzillo
Nuova produzione 2026 – Fondazione Pietà de’ Turchini
Ammaliatrice e stratega come poche, Giulia De Caro – detta Ciulla – iniziò la sua lotta pubblica rincorrendo un’indipendenza e un’onorabilità non concessale dagli umili natali, contando sulle proprie forze e le proprie strabilianti doti di attrice-cantante e amante. Nata nell’affollata insula della Pignasecca il 13 luglio 1646, ben presto comprese che poteva contare solo su sé stessa valorizzando e monetizzando tutto quanto era in suo possesso: attraverso le virtù del suo corpo eloquente avviò una doppia carriera che la vedrà appellata come «comediante cantarinola armonica, puttana» nelle cronache del 1671, mentre andava realizzando, gradualmente e tenacemente, il suo progetto di sdoganamento per una vita all’insegna del rispetto e della riservatezza.
La fascinazione di questa donna al culmine del proprio percorso è tratteggiata nelle pregevoli cantate del principe Giovanni Cicinelli, testimoni dell’abilità tecnica e fascinatoria legata alla trasmissione degli affetti in pagine tese a “giocare” con occorrenze care all’immaginario poetico del tempo ma anche a ironizzare sulle critiche avanzate da un mondo “misogino” e ostile.
Paologiovanni Maione ha ricostruito un itinerario storico e musicale intorno alla figura di “Ciulla della Pignasecca” ovvero Giulia De Caro, che verso la metà del Seicento fu celebre cantante, impresario d’opera e anche prostituta d’alto bordo, capace di conquistare il vicerè e trasformarsi dunque nella vera ‘principessa’ di Napoli. Questa attività multiforme non durò più di sette anni, dal 1669 al 1676. Il clou della carriera di Giulia si era registrato negli anni precedenti, quando aveva interpretato i capolavori teatrali del più grande maestro napoletano del secolo, Francesco Provenzale: Lo schiavo di sua moglie (1672) e Stellidaura (1674, replica 1675). Furono questi a darle il successo come cantante, favorendone l’ascesa ad impresario del Teatro di San Bartolomeo. Era la seconda volta che una donna assumeva quell’incarico. Oltre alle opere, alla bella Giulia furono dedicate anche numerose cantate, come quelle composte dal principe di Cursi, Giovanni Cicinelli, un altro dei suoi amanti illustri, rimaste manoscritte nella Biblioteca del Conservatorio di Napoli, qui presentate per soprano e basso continuo.
Programma
Angela di Maso
“Giulia de Caro: la voce che sedusse Napoli”
Monologo in racconto (2025) su commissione Pietà de Turchini/Festival Mordente
Apertura: un’ombra tra i vicoli
Giovanni Battista Cicinelli – Principe di Cursi (1609 – Grottaglie 1679)
O qui sta il punto – Cantata per voce e basso continuo
Quadro primo: una seconda nascita
Aspettatemi sentite – Cantata per voce e basso continuo
Quadro secondo: Dai bordelli al teatro, la Ciulla diventa impresaria
Sciolt’in lagrime – Cantata per voce e basso continuo
Consigliato dal duolo – Cantata per voce e basso continuo
Quadro terzo: Una puttana non può diventare onesta
Deh, miratemi, rispondetemi – Cantata per voce e basso continuo
Era de’ fiori la stagione ridente – Cantata per voce e basso continuo
Chiusa: La storia infinita
Claudio Monteverdi (Cremona 1567 – Venezia 1643)
Quello sguardo sdegnosetto – Cantata per voce e basso continuo
Ciaccona Medley (cover su temi antichi) – Cantata per voce e basso continuo
Laura Zecchini Soprano nata a Rimini nel 1998, inizia lo studio del violino a 5 anni e poi si dedica al canto, conseguendo il diploma di II livello al Conservatorio “Maderna-Lettimi” di Cesena con Alda Caiello e frequentando il biennio di Canto rinascimentale e barocco con Gabriele Lombardi. Si perfeziona con diversi maestri e coltiva anche pop e musical.
Nel 2021 esegue le Folk Songs di Berio e debutta in Dido and Aeneas di Purcell al Teatro Bonci. Nel 2022 incide La natura delle cose di Riccardo Perugini, debutta al Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano e partecipa a Suor Angelica e Tehillim di Reich. Nel 2023 interpreta Governess in The Turn of the Screw di Britten e Bastienne in Bastien und Bastienne di Mozart. Successivamente canta in Don Perimplin di Maderna, incide Il pellegrino del nulla di Perugini, collabora con FontanaMix Ensemble e prende parte a nuove produzioni per Ravenna Festival e Rossini Open. Nel 2023 vince il 2° premio al XIII Concorso “Francesco Provenzale” di Napoli.
Talenti Vulcanici nasce nel 2011 come laboratorio orchestrale stabile presso la Chiesa di San Rocco a Chiaia, ampliandosi poi tramite audizioni pubbliche e collaborazioni con conservatori del Sud Italia. L’organico, variabile secondo i progetti, si dedica alla riscoperta di pagine inedite della Scuola Napoletana. Tra le produzioni: Il Zelo Animato di Francesco Mancini, Gli Orti Esperidi di Nicola Porpora su libretto di Pietro Metastasio, lo Stabat Mater di Niccolò Logroscino e il Requiem di Niccolò Jommelli. Ha realizzato concerti per la Fondazione Ravello, un recital dedicato a Nicola Grimaldi al Palazzo del Quirinale alla presenza di Sergio Mattarella(2015), e produzioni su Leonardo Vinci e sulle figure di Anna Maria Scarlatti, Giulia De’ Caro e Adriana Basile (2019). Oggi l’ensemble attraversa epoche e generi, dalla musica sacra e profana napoletana al repertorio classico e moderno, dialogando con il teatro contemporaneo. La sua cifra unisce rigore filologico e fantasia interpretativa, come sottolineato dal compositore Fabio Vacchi. Si è esibito in importanti festival e istituzioni in Italia e all’estero, tra cui la Fondazione Pergolesi Spontini, i Concerti del Palazzo del Quirinale, lo Stockholm Early Music Festival, il Napoli Teatro Festival e il Ravello Festival, collaborando anche con Christophe Rousset. Sul piano discografico ha inciso per Arcana e, dal 2024, per Turchini Records. Le sue produzioni sono trasmesse su RaiPlay, Rai 5, Sky Classica HD e Rai Radio 3, oltre che su piattaforme internazionali.
Stefano Demicheli Allievo di Ottavio Dantone, diplomato al Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, ha studiato alla Schola Cantorum Basiliensis e alle Hochschulen di Monaco e Colonia con Emilia Fadini, Lars-Ulrik Mortensen, Lorenzo Ghielmi e Jean-Claude Zehnder. Avviata giovanissimo la carriera internazionale, ha collaborato con ensemble come Il Giardino Armonico, Freiburger Barockorchester, Concerto Köln, I Barocchisti, Zefiro e Tafelmusik. Clavicembalista dell’Accademia Bizantina e assistente di René Jacobs, è richiesto come maestro al cembalo e preparatore. Ha lavorato con Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Giovanni Antonini, Gottfried von der Goltz, Alfredo Bernardini e Diego Fasolis, esibendosi nelle principali sale internazionali; solista alla Scala e ospite di RAI 5 e Sky Classica HD. Dal 2012 dirige Talenti Vulcanici (Fondazione Pietà de’ Turchini), Premio Abbiati 2019. Negli ultimi anni si è dedicato alla direzione d’orchestra, con successi come il Giustino di Vivaldi a Innsbruck. È primo direttore ospite barocco dell’Orchestra delle Forze Armate Albanesi e dal 2025 dirige il coro La Stagione Armonica di Padova. Docente al Conservatorio “G. Verdi” di Torino, tiene masterclass ed è dedicatario di Fabio Vacchi e Giovanni Sollima.
Biglietti
Intero € 15
Ridotto € 12 (under 20, over 65, soci Musicaround)
Studenti € 5
I biglietti sono acquistabili in prevendita su Vivaticket o direttamente in loco mezz’ora prima del concerto. È gradita la prenotazione (WhatsApp +39 351 3933733)
Domenica 17 Maggio
ore 20:45
Palazzo Tursi, Sala di Rappresentanza
CONTROCANTI – POESIE DI PITTURA
Roberto Piumini & Marina Belova

Domenica 17 Maggio, ore 20:45
Palazzo Tursi, Sala di Rappresentanza – via Garibaldi 9, Genova
CONTROCANTI
Poesie di pittura
di e con Roberto Piumini
Roberto Piumini voce
Marina Belova liuto
Roberto Piumini si cimenta con la grande pittura di tutti i tempi: davanti a capolavori di Caravaggio o Picasso, Giotto o Van Gogh (con un omaggio al seicento genovese di Strozzi e Van Dyck) il poeta commenta in forma chiusa, con varietà di colori e sfumature: pittura che si fa poesia o il suo contrario?
Certo è che l’esperienza multisensoriale offre al pubblico una straordinaria opportunità di ascolto condiviso, con tempi e modi, e anche silenzi, e suoni, dedicati.
Lettura dei versi a cura dell’autore, con il liuto di Marina Belova
Nuova Produzione a cura di Musicaround
Programma
Artemisia Gentileschi
Giuditta decapita Oloferne
Johannes Vermeer
La ragazza con l’orecchino di perla
Bernardo Strozzi
La cuoca
Andrea Mantegna
Cristo morto
Piero della Francesca
Madonna del parto
Caravaggio
Cesto di frutta
Pierre Auguste Renoir
Ballo al Moulin de la Galette
Egon Shiele
Una donna
Pablo Picasso
Guernica
Michelangelo
Creazione di Adamo
Jean-Honoré Fragonard
La lettrice
Caravaggio
Narciso
Francisco Goya
La maia desnuda
Antony Van Dyck
Ritratto di Agostino Pallavicini
Musiche di J. Dowland, F. Da Milano, N. Vallet, G.G. Kapsberger
Roberto Piumini è nato a Edolo, in provincia di Brescia, il 14 marzo 1947. Ha abitato a Edolo, Varese, Milano. Nel 1970 si è laureato in Pedagogia all’Università Cattolica di Milano, con tesi su La persona del poeta in Emmanuel Mounier. Ha frequentato la Scuola Superiore di Comunicazioni Sociali di Milano. Dal 1967 al 1973 è stato insegnante di lettere in scuole medie e superiori della provincia di Varese. Ha condotto numerosi corsi di dinamica espressiva, espressione corporea, scrittura poetica e teatrale. È stato attore per tre anni con le compagnie Teatro Uomo di Milano e La Loggetta di Brescia. Ha fatto esperienza per un anno come burattinaio.
Dal 1978 ha pubblicato moltissimi libri di fiabe, racconti corti e lunghi, romanzi, filastrocche, poesie, poemi, testi teatrali, testi di canzoni, testi per teatro musicale e cori, traduzioni, adattamenti, testi parascolastici, presso circa 70 editori italiani. Ha scritto una trentina di testi poetici (poesie, ballate, poemi narrativi, canzoni) su materiali di ricerca e memoria di gruppi di bambini, ragazzi e adulti, in varie località, fra cui Omegna, Alessandria, Scandiano, Milano, Imola, Reggio Emilia, Roma, Modena, Castel del Rio, Torino, Mestre, Lugano (Svizzera). Ha una cinquantina di traduzioni all’estero. Dal 1990 ha pubblicato per adulti quattro romanzi, cinque raccolte di racconti, testi di parodia letteraria, canzonieri, poemi narrativi, presso una dozzina di editori. Ha scritto testi poetici e narrativi su illustrazioni e in cataloghi d’arte. Ha tradotto in versi poemi di Browning, i Sonetti e il Macbeth di Shakespeare, il Paradiso Perduto di John Milton e l’Aulularia di Plauto, con aggiunta di finale apocrifo. Ha scritto in collaborazione con musicisti diversi libri su autori, strumenti, stili musicali, con materiale audio. Ha registrato in audiolibri poemi e racconti propri e di altri autori. È stato fra gli autori e ideatori della trasmissione televisiva RAI L’Albero Azzurro. Ha scritto e condotto le trasmissioni radiofoniche Radicchio e Il Mattino di Zucchero. Ha scritto e scrive testi per opere musicali, in collaborazione con musicisti italiani ed Esteri. Ha scritto soggetti e sceneggiature per cartoni animati e cortometraggi di fiction. Ha scritto testi di accompagnamento per visite in musei, tra cui Il Museo Marino Marini e il Museo Palazzo Strozzi di Firenze. Con gruppi corali, strumentisti, cantanti e attori, o accompagnato alla chitarra dal figlio Michele, propone spettacoli di lettura e recitazione di propri testi, per bambini, ragazzi e adulti, e spettacoli di animazione teatrale e musicale.
Marina Belova è una liutista russa. Il suo repertorio comprende musica per liuto rinascimentale e barocco, oltre ad opere per tiorba e chitarra barocca. Collabora in qualità di musicista ospite con vari ensemble, tra cui “Gnessin Baroque”, “Pratum Integrum”, “Musica Viva”, “La Voce Strumentale”, “Questa Musica”, “Alta Capella” ed altri. Nel 2019 ha vinto il concorso internazionale di musica antica “Maurizio Pratola” (L’Aquila), l’unico al mondo rivolto specificamente ai liutisti. Ha studiato con Andrey Chernyshov, con il quale ha poi fondato “La prima scuola di liuto” in Russia, dove attualmente insegna. È titolare del corso “Tradizione e prassi esecutiva della musica barocca” presso l’Università Statale Kosygin di Mosca e Propedeutica del liuto” presso l’Academic Musical College del Conservatorio Statale Ciajkovskij di Mosca. Nel 2023 si diploma al Conservatorio di Verona con il professor Franco Pavan. Ha preso parte a Festival importanti tra cuiFestival de Música Antigua de Úbeda y Baeza e Festival de Música Antiga de Manacor in Spagna, Neuviller-la-Roche Festival in Francia, Victoria International Arts Festival e Valletta International Baroque Music Festival a Malta.
Biglietti
Intero € 15
Ridotto € 12 (under 20, over 65, soci Musicaround)
Studenti € 5
I biglietti sono acquistabili in prevendita su Vivaticket o direttamente in loco mezz’ora prima del concerto. È gradita la prenotazione (WhatsApp +39 351 3933733)
Giovedì 28 Maggio
ore 20:45
Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio
MUSICHE PER VAN DYCK – ANVERSA, GENOVA, LONDRA
Capolavori musicali del primo seicento tra Anversa, Genova, Londra

Giovedì 28 Maggio, ore 20:45
Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio – Genova
MUSICHE PER VAN DYCK
Capolavori musicali del primo seicento tra Anversa, Genova, Londra
Ring Around
Vera Marenco soprano
Manuela Litro alto
Umberto Bartolini tenore
Alberto Longhi baritono
Giuliano Lucini liuto
con Marta Perego soprano e la partecipazione straordinaria di Massimo Lonardi liuto
Evento collegato alla Mostra “Van Dyck l’Europeo”, in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
Il programma di concerto proposto dal Ring Around Quartet ripercorre in chiave musicale i tre principali contesti culturali cui il pittore entrò in contatto nella sua lunga carriera artistica, in un immaginario dialogo tra le due arti, a ricreare il gusto estetico di un’epoca fervida di creatività, di scambi, di eccellenze.
Dai capolavori dell’ultima generazione della scuola polifonica fiamminga, ai raffinati madrigali della scuola genovese di G. Battista Dalla Gostena e Simone Molinaro, alla modernità delle songs inglesi di John Dowland (di cui quest’anno ricorre il quattrocentesimo anniversario della morte), il concerto presenta uno squisito connubio di musica e poesia.
Con questo programma gli artisti genovesi del Ring Around Quartet omaggiano ancora una volta il genio pittorico di Van Dyck, a cui avevano dedicato nel 1997 il CD “Musiche per Van Dyck” – Chanson e madrigali dei secoli XVI e XX, edito da Rivoalto e ristampato da Newton Classic. www.ringaround.org
Programma
Anversa
Orlando di Lasso (1532-1594)
Occhi piangete
La nuit froide et sombre
Je l’ayme bien
Jan Pieterszoon Sweelinck (1562-1621)
Depuis le jour que je vous vei
Genova
Antonio Dueto (c. 1540 – ?)
Ecco mormorar l’onde
Giovanni Battista Dalla Gostena (c.1558 – 1593)
Ohimè lasso
Simone Molinaro (1565-1634)
Qual musico gentil
Baci amorosi e cari – Dolci, soavi e cari
Londra
John Dowland (1563-1626)
Now, o now I needs must part
If my complaints could passions move
Come again! Sweet love doth now invite
John Bennet (1575-1615)
Weep, O mine eyes
John Bartlet (attivo 1606-1610)
Of all the Birds that I do know
Ring Around
Eleganza del suono, raffinatezza interpretativa e una naturale, magnetica capacità di comunicare con il pubblico: il Ring Around Quartet è uno degli ensemble vocali italiani più autorevoli e riconoscibili nel panorama della musica d’arte europea.
Fondato nel 1993, il quartetto si è imposto fin dal debutto per la perfetta fusione timbrica, l’intonazione impeccabile e un’interpretazione che coniuga rigore filologico e intensa espressività. Qualità affinate grazie allo studio con Rachid Safir (Les Jeunes Solistes) e con The Hilliard Ensemble, che hanno contribuito a definire un suono di rara purezza e una cifra stilistica immediatamente riconoscibile.
Il repertorio prediletto è la polifonia antica profana – chansons, frottole, villanelle e madrigali, con particolare attenzione agli autori italiani e franco-fiamminghi – restituita con una grazia che trascende il mero concerto per farsi esperienza estetica. Non a caso, al Festival dei Due Mondi di Spoleto, dove nel 2003 presentano lo spettacolo Gioco di voci (poi inciso in CD), il Ring Around Quartet viene definito «la rivelazione del Festival» per l’originalità e l’eleganza della proposta.
Accanto al repertorio profano sacro della polifonia medievale e rinascimentale – il Ring Around Quartet coltiva da sempre un dialogo vivo con il linguaggio musicale contemporaneo. Fin dagli esordi, l’ensemble ha affiancato alla musica antica opere di compositori del nostro tempo, dando vita a numerose prime esecuzioni assolute (tra gli altri Ennio Morricone, Matteo D’Amico, Claudio Ambrosini), percorso premiato nel 2003 al Concorso Internazionale Seghizzi come miglior gruppo solistico e miglior complesso italiano.
In questa naturale tensione verso il presente si inserisce anche l’attenzione per la canzone d’autore moderna e contemporanea, riletta con raffinatezza polifonica e profondo rispetto della parola, trasformando il patrimonio della canzone in un’esperienza vocale colta, intensa e sorprendentemente attuale.
Il Ring Around Quartet si presenta spesso anche nella formazione Ring Around Quartet & Consort, affiancando strumenti dell’epoca. Con questa veste ha debuttato ai Concerti del Quirinale di Rai Radio3 il programma Tutte Frottole!, frutto di un accurato lavoro di ricerca, trascrizione e arrangiamento dalle fonti originali del Petrucci; l’omonimo CD è stato pubblicato da Naxos nel 2015. Accanto all’attività concertistica tradizionale, il quartetto è sempre più richiesto in progetti speciali e contaminazioni con il teatro di parola. Tra i recenti impegni spicca il concerto-spettacolo Bocca baciata non perde ventura con David Riondino, e prossimamente il Ring Around Quartet sarà protagonista di un reading teatrale con Aldo Cazzullo, confermando una vocazione scenica che amplia e arricchisce l’esperienza musicale.
Il Ring Around Quartet si è esibito nelle più prestigiose istituzioni musicali e festivalInternazionali, tra cui i Concerti del Quirinale di Rai Radio3, il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Festival MITO, la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Politeama di Palermo, i Teatri della Pergola e Verdi di Firenze, la GOG di Genova, Festival di Cervo, la RSI Radiotelevisione Svizzera e molti altri, distinguendosi ovunque per una proposta che unisce altissimo livello artistico, raffinatezza formale e una rara capacità di coinvolgere pubblici diversi, qualità che le ha valso il plauso dei più autorevoli critici musicali italiani e internazionali.
Biglietti
Intero € 15
Ridotto € 12 (under 20, over 65, soci Musicaround)
Ridotto € 10 esibendo il biglietto della Mostra “Van Dyck l’Europeo”
Studenti € 5
I biglietti sono acquistabili in prevendita su Vivaticket o direttamente in loco mezz’ora prima del concerto. È gradita la prenotazione (WhatsApp +39 351 3933733)
Sabato 6 Giugno
ore 20:45
Palazzo Tursi, Sala di Rappresentanza
AMORE E TEMPESTA – VIVALDI & HÄNDEL
Martina Licari & Arianna Art Ensemble

Sabato 6 Giugno, ore 20:45
Palazzo Tursi, Sala di Rappresentanza – via Garibaldi 9, Genova
AMORE E TEMPESTA
Musica e natura tra Vivaldi ed Händel
Martina Licari & Arianna Art Ensemble
In collaborazione con Associazione Musicamente
Martina Licari soprano
Alessandro Nasello flauto dolce, fagotto
Andrea Rigano violoncello
Sue Ying Koang violino primo
Federico Brigantino violino secondo
Giorgio Chinnici viola
Cinzia Guarino clavicembalo
Paolo Rigano arciliuto e chitarra barocca
Marco Lo Cicero violone
Il rapporto tra musica e natura accomuna le pagine proposte in questo programma: a cominciare dalla Sinfonia «Alla rustica» RV 151 di Antonio Vivaldi, al quale è legata l’immagine di compositore capace più di ogni altro di evocare con le note i suoni del paesaggio e dell’ambiente, basti pensare a Le Quattro Stagioni.
L’imitazione della natura era un canone estetico già affermato in epoca rinascimentale, valore aggiunto alla creazione artistica: in questo quadro la musica, soprattutto quella strumentale, asemantica per natura, occupava il gradino più basso nella gerarchia delle arti. Ma nel corso dei decenni la prospettiva cambiò e il concetto di «natura» nel Settecento arrivò a comprendere l’uomo stesso, nella sua dimensione fisica e interiore, con la musica elevata ad arte capace, forse più di tutte le altre, di poter esprimere le passioni e i sentimenti umani più profondi.
Un concetto affermato dalla «Teoria degli affetti», codificazione del linguaggio musicale avviata in Italia a fine del Cinquecento con la nascita del melodramma, ma teorizzata e sviluppata in ambito tedesco dal gesuita Athanasius Kircher nel suo trattato del 1650 «Musurgia universalis», nel quale l’autore, dopo aver affermato che «la musica, combinando variamente i periodi e i suoni, commuove l’animo con vario esito», connetteva numerosi esempi musicali con i principali affetti-sentimenti umani ripresi dall’antica teoria umorale di Ippocrate.
La musica, dunque, poteva descrivere ed evocare paesaggi naturali toccando e orientando la dimensione emozionale, perché tutti gli elementi del discorso sonoro procedono sempre in una dimensione simbolica, nel rimando al dominio degli affetti. Così il mare in tempesta, i vortici del vento, gli antri oscuri diventano metafora di passioni tumultuose o stati d’animo tormentati, il giardino di fiori, i ruscelli che scorrono e la brezza fresca infondono tranquillità e amore, in un gioco raffinato di sinestesie fra i sensi, proprio come accade con le musiche di questo raffinato e affascinante concerto.
Programma
Antonio Vivaldi (1678-1741)
Sinfonia Alla rustica RV 151
Alma Oppressa da sorte crudele da “La Fida Ninfa” RV 714
Concerto per flautino archi e continuo , Il Gardellino
Concerto per viola d’amore e liuto in re min RV 540
Concerto per violoncello archi e continuo in do min RV 401
George F. Handel (1685-1759)
Credete al mio dolore da “Alcina” HWW 34
Antonio Vivaldi
Concerto per fagotto, archi e continuo in mi minore RV 484
George F. Handel
Venti Turbini da “Rinaldo” HWV 7
Martina Licari inizia a nove anni nel coro del Teatro Biondo di Palermo e poi nel coro del Conservatorio Alessandro Scarlatti. Nel 2018 si diploma con lode sotto la
guida di Filomena Schettino. Diplomata in musica vocale da camera, affronta repertorio dal barocco al contemporaneo. Nel 2020 debutta al Teatro La Fenice come Second Woman in Dido and Æneas. Vince il concorso “Voci Olimpiche”, interpretando Morgana in Alcina al Teatro Olimpico di Vicenza; nel 2021 vi torna come Ismene in Mitridate, re di Ponto. È finalista ai concorsi Ottavio Ziino e Cesti (Premio Valle d’Itria). Nel 2022 partecipa a Massenzio 2035 e canta Ersilia ne Le astuzie femminili al Reate Festival. Svolge intensa attività concertistica con ensemble e orchestre quali Seicentonovecento, Arianna Art Ensemble, Ensemble Alessandro Scarlatti, Orchestra Sinfonica Siciliana e Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori.
Arianna Art Ensemble
L’Arianna Art Ensemble si dedica al’interpretazione della musica antica con strumenti originali secondo una prassi storicamente informata con particolare attenzione alla ricerca di repertorio manoscritto inedito siciliano. Nasce in seno all’associazione MusicaMente di Palermo con la quale organizza dal 2011 una stagione concertistica di musica antica a Palermo e dal 2007 il Festival di Musica Antica di Gratteri nel cuore delle Madonie.
L’ensemble collabora regolarmente con artisti di fama internazionale – come Enrico Onofri, Fabio Biondi, Giovanni Sollima, Dmitry Sinkovsky, Alfredo Bernardini, Giulio Prandi, Giovanni Antonini, Sandrine Piau – e si è esibito nelle stagioni concertistiche più importanti d’Italia nonché in vari festival e rassegne europee (Trigonale Festival in Austria, Festival de Música Antigua de Úbeda y Baeza e Festival de Música Antiga de Manacor in Spagna, Neuviller-la-Roche Festival in Francia, Victoria International Arts Festival e Valletta International Baroque Music Festival a Malta).
L’ensemble ha come punto di forza l’eclettismo e la versatilità dei suoi componenti, molti dei quali sono polistrumentisti; il suo organico è variabile e va da formazioni prettamente cameristiche sino alla piccola orchestra d’opera. Con quest’ultimo organico dal 2023 ha avviato una collaborazione pluriennale con il Teatro Manoel di Malta, mirata all’esecuzione storicamente informata di Opere del periodo classico. La discografia del gruppo è musicalmente eterogenea: nel 2016, insieme a Giovanni Sollima, ha registrato le Sonate e le Sinfonie di Giovanni Battista Costanzi per l’etichetta Glossa; nel 2021 ha pubblicato il disco “Cimbalu d’Amuri” in collaborazione con Almendra Music, progetto ispirato alla Sicilia del XVII secolo; nel 2022 ha inciso “Musiche per arciliuto, chitarra e clavicembalo” per l’etichetta Tactus premiato con 5 stelle dalla rivista Amadeus. Sempre per Tactus nel 2023 ha lavorato con The Italian Consort alla registrazione del disco “Ex tempore”, musiche per consort di dulciane. Del 2024 è il CD per Da Vinci Classics “La chitarra alla spagnola”. Sempre nel 2024 per Urania Records ha inciso il CD “Telemann e co”.
Biglietti
Intero € 15
Ridotto € 12 (under 20, over 65, soci Musicaround)
Studenti € 5
I biglietti sono acquistabili in prevendita su Vivaticket o direttamente in loco mezz’ora prima del concerto. È gradita la prenotazione (WhatsApp +39 351 3933733)
Domenica 14 Giugno
ore 20:45
Monastero di Santa Chiara
POSTALES ARGENTINAS – I paesaggi musicali del folklore
Voz Latina, dir. Maximiliano Baños

Domenica 14 Giugno, ore 20:45
Monastero di S. Chiara – via Lagustena 58g cancello, Genova
POSTALES ARGENTINAS
I paesaggi musicali del folklore
Ensemble Voz Latina
Luciana Elizondo soprano
Maximiliano Baños alto e direzione
Leonardo Moreno tenore e percussione
Piermarco Viñas baritono
Eduardo Egüez chitarra
In Argentina, la parola folklore non indica semplicemente un repertorio di danze e canti tradizionali: è una costruzione storica, sociale ed estetica, frutto di un intreccio di memorie e trasformazioni; è una voce che nasce dal dialogo tra culture originarie, eredità africane, influenze europee e realtà popolari in continuo movimento.
Spesso associato al mondo rurale, il folklore argentino è anche profondamente urbano, ibrido, in costante evoluzione. Da espressione marginale è diventato simbolo identitario, attraversando idealizzazioni, esclusioni e riscoperte. Molti dei brani che oggi consideriamo parte del repertorio “tradizionale” sono in realtà canzoni d’autore, nate nel cuore del XX secolo da poeti e musicisti capaci di trasformare il linguaggio del popolo in forma artistica.
Postales Argentinas propone un itinerario sonoro che si snoda come una serie di cartoline musicali: frammenti, immagini, ritmi e nostalgie provenienti da diverse regioni, unite da un senso profondo di appartenenza e di ricerca; non si cerca di raccontare un’essenza, ma di evocare un paesaggio umano e culturale in perenne trasformazione — un mosaico di voci che continuano a reinventarsi nel tempo, restituendo alla musica la sua forza vitale e collettiva.
Programma
Danze del nord
Julio Espinosa (1928 – 1984) – arr. Marcelo Petetta
Vidala para mi sombra – vidala
Eduardo Correa (1961 – 2018)
Paloma perdida – aire de baguala
Raúl Carnota (1947 – 2014) — arr. Ariel Ujaldón
Gatito e las penas – gato
Gustavo Leguizamón (1917 – 2000) – arr. Eduardo Feraudi
Chacarera del erxpediente – chacarera
Echi del Paraná
Jorge Fandermole (1956) – arr. Juanjo Francione
Oración del remanso – chamamé
Ramón Ayala (1945) – arr. Raúl Ferrero
El cosechero – rasguido doble
J. Fandermole – arr. Marcelo Petetta
Río Marrón – canción
Dalla Pampa alla vigna
Abel Fleury (1903 – 1958)
Milongueo del ayer – milonga campera
Tito Francia (1926 – 2004) / Armando Tejada Gómez (1929 -1992) arr. Fernando Gorgas
Regreso a la tonada – tonada cuyana
Alberto Rodríguez (1900 – 1997)
El encuentro – cueca
Buenos Aires: voci di memoria
Jorge Luis Borges (1899 – 1986) / Astor Piazzolla (1921 -1992) – arr. Liliana Cangiano
Jacinto Chiclana – milonga
Homero Manzi (1907-1951) / Sebastián Piana (1903 -1994) – arr. María del Carmen Aguilar
Milonga sentimental – milonga
León Gieco (1951) – arr. Eduardo Egüez
Sólo le pido a Dios – canción
Voz Latina nasce nel 2011 su iniziativa di Luciana Elizondo e Maximilianos Baños due giovani musicisti argentini attivi a Cremona, con l’idea di promuovere la musica tradizionale dell’America Latina.
Il Gruppo si dedica allo studio di questa musica, affondando lo sguardo verso le sue origini più remote che si ritrovano nell’arte precolombiana e all’incontro con la cultura europea. Questo nuovo stile “mestizo” viene tradizionalmente indicato come Barocco Latinoamericano; il punto di partenza da cui deriveranno poi le più varie forme di folklore.
Voz Latina è accompagnato, nelle sue esibizioni, dalla presenza non solo di strumenti antichi che oggi riappaiono sulla scena musicale come la viola da gamba e la chitarra barocca, ma anche da strumenti tipici della tradizione folkloristica. Voz Latina, nasce come entità autonoma all’interno dell’Associazione Latinoamericana di Cremona, ed è diretto fin dalla sua creazione da Maximiliano Baños.
Maximiliano Baños, nato in Argentina, inizia la sua formazione all’età di 10 anni studiando pianoforte e più tardi direzione corale. Studia canto lirico alla Facoltà di Arte di Rosario (Argentina) fino al 2010, anno in cui si trasferisce in Europa. Realizza, con il M. Gabriel Garrido, una continua formazione in musica antica (latinoamericana ed europea).
Si perfeziona come controtenore in canto barocco al Conservatorio Nazionale di Musica e Danza di Lione con Marie-Claude Vallin, alla Civica Scuola di Milano con Roberto Balconi e poi con Rosa Dominguez. Ha collaborato, come solista, con diversi ensemble tra i quali Elyma (Gabriel Garrido), Accademia Bizantina (Ottavio Dantone), Musica Temprana (Adrian Van Der Spoel), La Quimera (Eduardo Eguez), Biscantores (Luca Colombo), Chiome d’oro (Pierre-Louis Retat), Accademia d’Arcadia (Alessandra Rossi Lürig), Costanzo Porta (Antonio Greco). Ha cantato in importanti Festival di musica antica tra cui Festival d’Ambronay, Festival Bach di Lausanne, Festival di Saint Dennis, Festival d’Innsbruck, Tage Alter Musik Regensburg, Festival Monteverdi di Cremona, Festival Potsdam Sanssouci, ed altri ancora e ha realizzato concerti in tutta Europa e Latinoamerica. Ha registrato con le etichette Arcana, K617, Tactus, Cobra, per Radio France, Culturebox e per il canale televisivo Arte. E’ stato direttore di molti gruppi vocali, e attualmente dirige l’ensemble e il coro «Voz Latina» dell’Associazione Latinoamericana di Cremona.
Biglietti
Intero € 15
Ridotto € 12 (under 20, over 65, soci Musicaround)
Studenti € 5
I biglietti sono acquistabili in prevendita su Vivaticket o direttamente in loco mezz’ora prima del concerto. È gradita la prenotazione (WhatsApp +39 351 3933733)
Martedì 30 Giugno
ore 20:45
Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio
AMORE IN ARMI – LE EROINE DELLA GERUSALEMME LIBERATA
Lucia Cortese – soprano, Bettina Hoffmann – viola da gamba, Maria Luisa Baldassarri – clavicembalo

Martedì 30 Giugno, ore 20:45
Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio – Genova
AMORE IN ARMI
Le eroine della Gerusalemme liberata
Ensemble Les Nations
Lucia Cortese soprano
Bettina Hoffmann viola da gamba
Maria Luisa Baldassarri clavicembalo
Evento collegato alla Mostra “Van Dyck l’Europeo”, in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
Tra i capolavori di Anthony van Dyck spicca Rinaldo e Armida, dipinto ispirato al poema epico La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso. La sua rappresentazione di passioni contrastanti, eroismo e inganno amoroso diventa fonte di ispirazione per un programma musicale dedicato alla figura delle eroine del primo Seicento, interpretato da un trio tutto al femminile.
Il concerto presenta i personaggi di Armida, Erminia e Ruggero e le loro vicende: storie intrecciate tra cristiani e musulmani, simbolo della tensione tra conflitto e redenzione, della lotta religiosa che li unisce e li divide. Accanto a loro emerge la figura di Maria, donna di pace riconosciuta da entrambe le tradizioni, a suggello di armonia e spiritualità. Una “finestra sonora” sulla mostra su Van Dyck, che crea un legame tra arti visive e performative invitando lo spettatore a guardare ed ascoltare vicende antiche ma sempre attuali.
Programma
Luigi Rossi (1597-1653)
Erminia sventurata
Sigismondo D’India (1582-1629)
Forsennata gridava – La tra’l sangue e le morti
Ascanio Mayone (XVI sec-1627), rielaborazione M. Luisa Baldassari
Ruggero
Claudio Monteverdi (1567-1643)
Pianto della Madonna
Anonimo
Variazioni su Vidi Pianger Madonna per viola da gamba e tastiera
Claudio Monteverdi
Exulta filia
Ensemble Les Nations
Lucia Cortese
Nata a Genova, si diploma giovanissima in trombone al Conservatorio “N. Paganini” e successivamente in canto con il massimo dei voti presso l’ISSM “C. Monteverdi” di Cremona, conseguendo anche la laurea specialistica di II livello con 110/110, lode e menzione speciale. Si perfeziona nel repertorio barocco con Sara Mingardo e Roberta Invernizzi. Si esibisce come solista in Italia e all’estero con ensemble quali La Venexiana, Accademia del Ricercare, Cremona Antiqua, Sezione Aurea, I Virtuosi Italiani e Accademia dell’Arcadia, partecipando a festival di rilievo come il Festival Monteverdi di Cremona, Ristori Barocca di Verona, SWR Festival di Schwetzingen, SEVIQC Festival e Grandezze & Meraviglie di Modena. Ha inciso per Brilliant un CD dedicato a Paganini con la violinista Bin Huang e registrato musiche di Cesti e Monteverdi con Roberta Invernizzi e Carlo Vistoli. È cofondatrice, con la tiorbista Paola Ventrella, del Duo Fantasticarìa, impegnato nel progetto Il Giardino Bellerofonteo dedicato a Bellerofonte Castaldi.
Bettina Hoffmann
Bettina Hoffmann è tedesca e vive a Firenze dove svolge una vivace attività come violista da gamba, violoncellista e musicologa. Come solista e con il suo ensemble Modo Antiquo ha dato concerti nei maggiori festival e teatri europei. Tra la vasta produzione discografica si ricordano in particolare le sue incisioni dedicate a Marin Marais, Diego Ortiz, Silvestro Ganassi, Johann Schenck e Domenico Gabrielli. Nel 1997 e nel 2000, con due CD di Modo Antiquo, ha avuto la nomination ai Grammy Awards. È autrice del “Catalogo della musica solistica e cameristica per viola da gamba” (LIM, 2001; ora in rete su violadagambanetwork.eu) e del volume “La viola da gamba” edito in italiano, tedesco e inglese; una nuova edizione italiana è uscita recentemente presso Ut Orpheus.
Il suo volume “Gli archi bassi di Antonio Vivaldi” è stato pubblicato nel 2020 in italiano per l’Istituto Italiano Antonio Vivaldi e nel 2023 in tedesco per il Verlag Ortus. È docente al Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna e alla Scuola di Musica di Fiesole. Ha ideato la biennale “Giornata Italiana della Viola da Gamba”, insignita con una medaglia dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e il “European Viola da Gamba Network”, un progetto sostenuto dalla Comunità Europea.
Maria Luisa Baldassari clavicembalista e musicologa, è diplomata in pianoforte, clavicembalo e Paleografia e Filologia musicale. I suoi studi riguardano soprattutto la musica sacra del XVII secolo, la musica italiana tra Quattrocento e Cinquecento e l’iconografia. Ha curato edizioni critiche, tra cui Stabat Mater e Salve Regina di Alessandro Scarlatti, La Dirindina di G. B. Martini e opere per tastiera di Andrea Antico e Antonio Valente, partecipando a convegni e pubblicando su riviste specializzate.
È direttrice dell’ensemble Les Nations, con cui ha tenuto concerti in Italia e all’estero (Spagna, Francia, Romania, Grecia) e inciso nove CD di musiche sacre, oltre a due CD solistici per cembalo e organo. Invitata come solista, direttore al cembalo e continuista in numerosi festival europei e nordamericani, ha registrato per importanti etichette discografiche. È docente di clavicembalo al Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna e cofondatrice e presidente dell’Associazione Collegium Musicum Classense, per la quale codirige dal 1996 la rassegna di musica antica I luoghi dello spirito.
Biglietti
Intero € 15
Ridotto € 12 (under 20, over 65, soci Musicaround)
Ridotto € 10 esibendo il biglietto della Mostra “Van Dyck l’Europeo”
Studenti € 5
I biglietti sono acquistabili in prevendita su Vivaticket o direttamente in loco mezz’ora prima del concerto. È gradita la prenotazione (WhatsApp +39 351 3933733)
Venerdì 30 Ottobre
ore 20:45
Palazzo Tursi, Sala di Rappresentanza
L’OBLIO – MUSICHE DI MONTEVERDI, BACH, VIVALDI, CURTONI
Simone Rubino, marimba e voce

Venerdì 30 Ottobre, ore 20:45
Palazzo Tursi, Sala di Rappresentanza – via Garibaldi 9, Genova
L’OBLIO – musiche di Monteverdi, Bach, Vivaldi, Curtoni
Simone Rubino marimba e voce
Simone Rubino è oggi uno degli interpreti più originali della scena musicale internazionale. Conosciuto in tutto il mondo come straordinario percussionista, ha saputo ridefinire il ruolo delle percussioni trasformandole in veri strumenti narrativi ed espressivi. La sua tecnica virtuosistica si unisce a una presenza scenica capace di coinvolgere il pubblico in un’esperienza intensa e contemporanea. Ma Rubino rivela anche un raffinato talento vocale: la sua voce diventa estensione naturale del gesto musicale, fondendosi con ritmo e timbro in un dialogo creativo e sorprendente. Nei suoi progetti artistici, il canto non è semplice accompagnamento, ma parte integrante della costruzione sonora. Questa doppia anima — cantante e percussionista — gli permette di esplorare repertori che spaziano dalla musica contemporanea alla sperimentazione, fino a riletture originali della tradizione. Un artista completo, capace di unire energia, eleganza e ricerca in un linguaggio personale e riconoscibile.
Programma
J. Sebastian Bach (1685-1750)
Suite per liuto in mi minore BWV 996
Antonio Vivaldi (1678-1741)
Vedrò con mio diletto da “Il Giustino”
Claudio Monteverdi (1547-1643)
Si dolce è‘l tormento
Astor Piazzolla (1921-1992)
Oblivion
Antonio Sartorio (1630-1680)
Orfeo, tu dormi
Lamberto Curtoni (1987) – su testi di Mariangela Gualtieri (1951)
Quel Metro che ci avvicina
Io guardo spesso il cielo
La preghiera più alta
Simone Rubino Dopo aver vinto il concorso ARD nel 2014 e aver ricevuto il Crédit Suisse Young Artist Award nel 2016, ha tenuto concerti da solista con i Wiener Philharmoniker, la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la HR-Sinfonieorchester, la Deutschen Symphonie- Orchester Berlin, i Münchner Philharmonikern, la NDR Elbphilharmonie Orchester, la SWR Symphonieorchester, la Konzerthausorchester di Berlino, la Kammerakademie Potsdam, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, la Netherlands Philharmonic Orchestra o l’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, sotto la direzione di maestri come Zubin Mehta, Gustavo Gimeno, Tugan Sokhiev, Manfred Honeck, Tan Dun, Michael Sanderling, Antonello Manacorda, Kristian Jarvi, Elim Chan, Maxime Pascal e Francesco Angelico. Dal 2016 collabora regolarmente con il Maestro Tan Dun, suonando in diverse tournée in Cina (Shanghai-Pechino-Xiamen), Polonia e Italia. Nel 2018 è stato Artist in Residence con la BR Münchner Rundfunkorchester e nel 2020 per la Filarmonica Arturo Toscanini di Parma.
Simone Rubino è ospite regolare di festival come il Festival di Lucerna, lo Schleswig-Holstein Musik Festival, il Rheingau Musik Festival, l’Heidelberger Frühling, il Bachfest di Lipsia, il Bologna Festival, Czech Chamber Music Society, Musical Olympus in Russia e La folle Journée (sia in Francia che in Giappone). Dal 2019 al 2023 Simone Rubino è stato professore di percussioni presso la Haute École de Musique de Lausanne e dall’aprile 2023 è diventato professore di percussioni presso la University of the Arts di Berlino (UDK).
Tra gli ultimi e i prossimi impegni segnaliamo il concerto allo Stresa Festival, il concerto di apertura della prossima stagione de La Toscanini a Parma in ottobre 2025, la partecipazione al Festival Suoni Riflessi, la collaborazione con il Filosofo Umberto Galimberti a Fasano Musica e due concerti esteri che lo vedranno solista e concertatore a fianco de la BR Münchner Rundfunkorchester ed ospite poi per la Czech Chamber Society a Praga. Dal 2025 Simone Rubino è inoltre direttore artistico del Festival Fasano Musica in Italia.
Biglietti
Intero € 15
Ridotto € 12 (under 20, over 65, soci Musicaround)
Studenti € 5
I biglietti sono acquistabili in prevendita su Vivaticket o direttamente in loco mezz’ora prima del concerto. È gradita la prenotazione (WhatsApp +39 351 3933733)
La Voce e il Tempo, Genova 2016-2026
La Voce e il Tempo, Genova 2016-2026
Dieci anni di La Voce e il Tempo: un traguardo importante per un solido progetto che ha portato a Genova centinaia di artisti e ha avvicinato alla musica antica (e non solo) migliaia di ascoltatori di ogni età.
Dalle suggestioni dei repertori medievali fino ai linguaggi contemporanei, dal rinascimento e barocco alle musiche di tradizione, il dialogo tra Voce e Tempo ha sollecitato una continua ricerca, un domandarsi da dove veniamo e dove stiamo andando.
Abbiamo accolto artisti di prestigio e lanciato nuovi talenti, scegliendo con cura proposte e programmi e cercando connessioni con le tematiche che hanno guidato la nostra ricerca.
Insieme al pubblico abbiamo soprattutto ascoltato e condiviso momenti di grande intensità, con il desiderio di essere molti di più.
Organizzare eventi in città ci ha dato l’occasione di entrare in contatto con persone e realtà associative, con diverse generazioni, con luoghi da scoprire e far conoscere, con le istituzioni, con le tendenze e le politiche culturali in continuo cambiamento.
In costante confronto con altri artisti e operatori abbiamo creato reti di relazioni, sviluppato progetti, scambiato idee, costruito invisibili ma solidi ponti affinché le Voci delle diverse culture continuino a nutrirci, avvininarci, aiutarci nella comprensione della storia e del Tempo in cui viviamo.
È stato faticoso ma appassionante e quindi, finché possibile, continueremo.
Un sentito grazie ad artisti, soci, collaboratori, sostenitori, istituzioni che hanno reso possibile questa iniziativa.
Vera Marenco
SOSTENITORI e COLLABORAZIONI
Ministero della Cultura, Regione Liguria, Comune di Genova, Fondazione Compagnia di S. Paolo, Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Nuovo Imaie, Goethe Institut Genua, Unione Buddhista Italiana
Comune di Genova, Palazzo Ducale, Genova Musei
Fondazione Pietà dei Turchini Napoli, MedFest Lecco, Musicamente Palermo, Associazione Latinoamericana di Cremona, L’Amoroso Bari, Ass. SpazioMusica Cagliari, Modulazioni Cuneo, Noema Milano, Incanto Armonico Sarzana, Laboratorio Nautilus Lodi, Tecnologia Filosofica Torino, Ecume Marseille, Compagnie du Lamparo,
UNIGE Dipartimento Lingue e Letterature Moderne, Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, Conservatorio Paganini, Scuola di Recitazione M. Melato del Teatro Nazionale di Genova, Teatro della Tosse, Teatro Akropolis, Il Falcone Teatro Universitario, Festival della Scienza
GOG, Associazione Amici di S. Chiara, Nuova Orchestra Genovese, Le Strade del Suono, Orchestra Paganini, Gezmataz, Echo Art, Collegium pro Musica, Associazione Pasquale Anfossi, I Concerti di San Torpete, Orchestra Paganini, Amici di S. Maria di Castello, Celso Centro Studi Orientali, Comunità Luterana Genova, Class, Centro Primo Levi, Accademia Musicale Teresiana, Cambi Café, Cambi Casa d’Aste, Associazione Palazzo Lomellino, Associazione Pegliflora
Liceo Pertini Genova, Associazione Zerocento, Mus-e Genova Onlus, Trillargento, La Cicogna Sprint Onlus, Andersen La Rivista e il Premio, MAP Musica Antica a Palazzo
ARTISTI
Arianna Savall e Petter U. Johansen, Rana Shieh, Darya Ershad, Erica Sessa, Roberta Invernizzi e Craig Marchitelli, Ensemble Irini, Fabrizio Cipriani, Antonio Greco, Gérard Zucchetto, Eduardo Paniagua, Giuseppe Maletto, Giovanni Di Cicco, Xavier Rebut, Sissy Zhou, Françoise Atlan, Peppe Frana, Vivabiancaluna Biffi, Roberto Gini, Giovanna Baviera, Alberto Allegrezza, Nicolò Servi e Alessandra Cavalli, Alessandro De Carolis, Atsufumi Ujiie, Giuliano Lucini, Giovanni Cantarini e Ariel Abramovich, Anais Drago, Luciana Elizondo, Lula Pena, Marta Raviglia e Tony Cattano, Francesca Cassinari e Fabio Bonizzoni, Ljuba Bergamelli, Federica Bianchi, Eugenia Amisano, Giorgio Mandolesi, Massimo Ferretti, Maurizio Barigione, Alessio Pisani, Jacopo Facchini, Pino Petruzzelli, Mauro Pirovano, Edmondo Romano, Olmo Manzano, Alessandra Montali, Federico Bardazzi, Marco Martinelli, Aimone Gronchi, Maria Notarianni, Andrea Nicolini, Dario Landi, Sergio Chierici, Maurizio Cazzati, Francesca Benetti, Federico Bagnasco, Marco Amistadi, Michel Balatti, Tola Custy, Tom Stearn, Matteo Manzitti, Mario Crispi, Debora Troia, Elia Tobia Vaccaro, Carlo Pavese, Naomi Rivieccio, Clara La Licata, Renata Fusco, Massimo Lonardi, Matteo Mela, Lorenzo Micheli, Valeria La Grotta, Nunzia Antonino, Carlo Bruni, Yael Rasooly, Dyana Bovolo, Martina Nifantani, Giuseppina Bridelli & Michele Pasotti, Massimo Lonardi, Vera Marenco, Maximiliano Banos, Eduardo Eguez, Juan José Francione, Manu Théron e Damien Toumi, Laura Zecchini, Stefano Demicheli, Roberto Piumini e Marina Belova, Martina Licari, Simone Rubino.
Alla Francesca, Troubadour Art Ensemble, Micrologus, Virgo Vox, Lo Cor de la Plana, Enerbia, Ring Around, La Reverdie, Ensemble Biscantores, Dramatodia, Il Concerto delle Viole, Petrarca Ensemble, Concerto di Margherita, Ensemble Musica Antigua, Naziha Azouz trio, Talenti Vulcanici, Resonars, Cleantha, D’Altrocanto Duo, Ensemble Adilei, Balkanes, Merope, Anonima Frottolisti, Ensemble 400, Orfeo Futuro, Res Extensa Dance Company, Arianna Art Ensemble, Eutopia Ensemble, Seicento Stravagante, Quartetto Vanvitelli, Ensemble Voz Latina, Singfrauen Winterthur, Visibilium Consort, Musica Antica a Palazzo, Sidorela, Ensemble False Relazioni, Chiaroscuro Ensemble, Ensemble San Felice, Juvenes Cantores, Euphrosine Ensemble, Arkansé, Accademia Vocale di Genova, Il Falcone Teatro Universitario di Genova, Teatro delle Albe, Musicaround Ensemble, Indacoro, Coro del Liceo Pertini di Genova, Coro G, Ring Around Roses, Nuova Orchestra Genovese, F.E.P. String Quartet. Trio per t(r)e, Choeur de chambre de Toulouse, Ensemble Les Nations.
CONFERENZIERI
Ida Garzonio, Valerio Corzani, Diego Fratelli, Angelo Rusconi, Fabio Caccia, Canzio Bucciarelli, Paolo Salvatore, Gabriella De Capitani, Diego Taccuso, Daniela Lojarro, Antoine Hennion, Giulia Cremaschi Trovesi, Caterina Bagnara, Paolo Paolini, Michele Marenco, Elena Modena, Ilario Gregoletto, Antonio Musarra.
SEDI di CONCERTO
Palazzo Bianco, Palazzo Tursi, Palazzo Ducale, Museo di S. Agostino, Museo Diocesano, Museo di Palazzo Reale, Museo di Palazzo Spinola, Monastero di S Chiara, Albergo dei Poveri, Palazzo Lomellino, Castello Mackenzie, Chiesa di S. Maria di Castello, Chiesa di S. Stefano, Chiesa di San Donato, Chiesa di S. Giovanni di Pre, Chiesa di San Torpete, Chiesa di Sant’Anna, Oratorio di S. Giacomo della Marina, Oratorio San Filippo, Oratorio S. Martino di Pegli, Sala Lutero, Teatro della Tosse, TiQu, Casa Paganini, Casa circondariale di Marassi, Biblioteca Universitaria, La Passeggiata librocaffé, Isola delle Chiatte.
La Voce e il Tempo, Genova 2016-2026
Dieci anni di La Voce e il Tempo: un traguardo importante per un solido progetto che ha portato a Genova centinaia di artisti e ha avvicinato alla musica antica (e non solo) migliaia di ascoltatori di ogni età.
Dalle suggestioni dei repertori medievali fino ai linguaggi contemporanei, dal rinascimento e barocco alle musiche di tradizione, il dialogo tra Voce e Tempo ha sollecitato una continua ricerca, un domandarsi da dove veniamo e dove stiamo andando.
Abbiamo accolto artisti di prestigio e lanciato nuovi talenti, scegliendo con cura proposte e programmi e cercando connessioni con le tematiche che hanno guidato la nostra ricerca […leggi tutto…]














