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Dante e la musica
Dalla lirica trobadorica all'Ars Nova italiana

L’arte poetica di Dante Alighieri deve molto alla lirica dei trovatori che dalla Provenza – soprattutto in seguito alla Crociata Albigese – giunsero in Italia alla fine del 1200 per lavorare nelle più importanti città. Troviamo testimonianze della frequentazione di Dante con alcuni di questi poeti nei suoi scritti. I Trovatori sono stati i primi a costituire nell’Europa moderna una scuola di poesia, basata sulla lingua romanza. Il loro operare si estendeva prevalentemente nel sud della Francia e in alcune zone della Spagna e dell’Italia. Sia la parte letteraria sia quella musicale venivano composte dal trovatore e le opere circolavano grazie alle esecuzioni dei giullari. Solo nel periodo della decadenza della lirica trobadorica si cominciò a raccogliere il materiale in grandi antologie, in qualche caso corredate da notazioni musicali e soprattutto da biografie degli autori (Le Vidas) e commenti ai testi (Le Razos).

Proprio grazie alle vidas, per esempio, sappiamo della storia che ha coinvolto il trovatore Raimbaut de Vaqueiras. Si racconta che il poeta da tempo aveva perso lo stimolo creativo, per via di alcune vicende amorose. Ma grazie ad alcuni giullari che passarono per la corte, Raimbaud ebbe la fortuna di sentire una Estampida da loro intonata e si ispirò a quelle note per scrivere una delle melodia più famose dell’intera raccolta trobadorica: Kalenda maia. Nel Purgatorio sono citati alcuni dei più grandi autori del tempo: Arnault Daniel, Giraut de Borneil, Bernart de Ventadorn e altri. Di Daniel, che Dante chiamò il “padre della lirica” e “ miglior fabbro del parlar matron”, ci sono giunte pochissime liriche in notazione musicale, tra cui Lo ferm voler.  Di Bernard de Ventadorn, col quale probabilmente strinse amicizia, ci è rimasta una lirica musicata molto nota: Can vei la lauzeta mover.

In età adulta Dante frequenta Bologna, una delle città più importanti per la nascita dell’Ars Nova italiana. I testi dell’ars nova italiana consistono prevalentemente in madrigali e ballate, ed è soprattutto a queste che si dedicano alcuni dei compositori più importanti del trecento: Francesco Landini, Iacopo da Bologna , ed altri.

Ca vei la lauzeta mover

Kalenda maia / Quinta estampie real

Lo ferm voler

Questa fanciulla amor

Saltarello

Ce fut en mai

Adiu, Adiu

Ave donna santissima (strumentale)

Apollinis eclipsatur / Zodiacum signis

Clauso Cronos et serrato

Gram pianto agli occhi

Stella Splendens

 

 

Bernart de Ventadorn

R. De Vaqueiras / anonimo

Arnaut Daniel

Francesco Landini

anonimo

Moniot D'Arras

Francesco Landini

Laudario di Cortona

B. De Cluny (XII sec.) Ms 971 Barcellona

Codex Latinus Monacensis 4660, XIII sec.

Francesco Landini

Llibre Vermell